SETTEMBRE 2009
http://www.myspace.com/firstblood
I FIRST BLOOD vengono da San Francisco e la loro line up riunisce membri di Terror e Sworn Vengeance.
Capitanati dal frontman Carl Schwartz (che lascia i Terror per dedicarsi a tempo pieno a questo progetto),
il combo californiano firma per Trustkill nel 2006 e a pochi mesi di distanza fa uscire “Killafornia”,
dirompente album di debutto dove mischiano hc/metal e thrash in maniera devastante.
I First Blood di San Francisco sfoderano una potenza devastante
sulla scia dell`hardcore old school con vero stile.
Già noti per le performance live assieme a mostri sacri come Cro-Mags, Comeback Kids, Bane,
i cinque fondano hc/metal e thrash con potenza inaudita.
Questi musicisti certo non hanno bisogno di presentazioni e non difettano di esperienza,
e si ritagliano un posto di spicco nella scena internazionale satura di band prive di stile.
Ultimo plauso al lavoro della band di San Francisco sta nella scelta dei temi trattati nel disco,
nel quale non rinunciano allimpegno politico e sociale con liriche tutt'altro che banali e scontate,
dai forti temi di urgenza, come del resto ci si poteva aspettare da un personaggio come Carl Schwartz.
ALCATRAZ (Usa, hardcore)
http://www.myspace.com/alcatraz
Formazione hardcore nata da poco con ex membri dei First Blood e dei Set Your Goals.
Il loro suono è una “macchina schiacciasassi” che macina hardcore di matrice newyorkese
in perfetto stile americano. Sicuramente una novità da tenere sott’occhio..

http://www.myspace.com/stigmahc
Presentazione dell'album When Midnight Strikes (Pivotal Recordings - 2008)
Metal estremo e scena italiana sono un binomio che solo in rari casi ha dato vita a pregevoli risultati,
soprattutto se per Metal estremo si vuole intendere la commistione tra la scuola Death svedese
degli anni Novanta e il movimento Deathcore che con Caliban e Heaven Shall Burn
sta trovando ottime risposte nel mercato internazionale.
Conciliando queste due tradizioni sonore, gli italiani Stigma giungono all’esordio:
When Midnight Strikes, un concentrato unico di violenza che potrà essere apprezzato sia da chi
rimpiange le magie degli At The Gates sia da chi adora le impetuose evoluzioni degli Heaven Shall Burn.
Il cantato in growl è uno dei punti di forza del quintetto, poiché si erge con potenza su sezioni
che sono già cariche di ritmi travolgenti e tecnici; il contesto orrorifico tessuto si adatta bene
alla drammaticità del lavoro, mai statico e complesso in tutte le sue parti,
grazie alle improvvise accelerazioni o ai maestosi intervalli cadenzati in stile Metalcore.
Il singolo I Am Dracula riesce ad accostare fraseggi caotici a distensioni che caratterizzeranno
maggiormente il ritornello della successiva Silver Bullets And Burning Crosses.
L’elemento distintivo degli Stigma è la completezza delle canzoni, coinvolgenti nella loro struttura
e calibrate con precisione anche nelle fasi di registrazione e produzione.
Il sound che fuoriesce è quello ormai tipico di tutte le realtà Deathcore europee,
con una batteria incisiva e penetrante affiancata da intrecci di chitarra di ottimo effetto:
e se la quinta Flesh Ritual sarà fortemente debitrice degli At The Gates più veloci e rabbiosi,
le melodie di Beneath The Crown Of Eternal Light riusciranno comunque ad emergere
nonostante lo schema di base vario ed elaborato.
Certo non mancano le cadute di tono, come l’ottava A Call For Vengeance, dove il growl si trasforma
in uno screaming lacerante che non stupisce per la sua direzione, apparendo alquanto inadeguato
per l’atmosfera degli Stigma.
Sembra quindi che la scena italiana, da tempo sopita mentre le altre realtà europee davano sfogo
alla propria irruenza con ricercatezza, si stia riprendendo grazie a formazioni come gli Stigma,
i Disarmonia Mundi e gli Slowmotion Apocalypse: non a caso la registrazione di When Midnight Strikes
è stata effettuata nello studio di Ettore Rigotti dei Disarmonia Mundi e nell’album compaiono
come guests membri di Dark Lunacy, The Classic Struggle e Slowmotion Apocalypse.
La nota finale riguarda l’artwork realizzato da Davide Nadalin (Nile, Threshold, The Duskfall),
che preannuncia fin da subito quale sarà la direzione del full-length,
consigliato a chiunque ami acts come Black Dahlia Murder, Heaven Shall Burn e Himsa.
CRIMSON FALLS (Belgio deathcore)
www.myspace.com/crimsonfalls
Nati originariamente nel 2002 da precedenti esperienze di gruppi locali, principalmente
hardcore e metalcore, passano due anni a cercare un loro suono attraverso una serie di concerti.
Finalmente nell’agosto del 2004 riescono a registrare il loro primo mini cd che contiene
la vera “anima” del gruppo: un mix tra il metalcore classico e le melodie del death metal svedese.
Questa connessione tra i generi riesce ad inserirli perfettamente tra gli amanti sia
del deathmetal che dell’hardcore.
Anno dopo anno la popolarità del gruppo cresce anche grazie alle buone recensioni
che il loro disco di debutto ha su tutti i magazine di settore. Non mancano di sicuro i live
che li portano sui palchi di mezza Europa. Nel 2006 hanno ancora problemi di line up, ma questo non li ferma. Infatti nel dicembre dello stesso anno riescono ad arrivare a registrare il loro primo full leght:
“The True Face Of Human Nature..”. I crimson Falls per la seconda volta riescono nel loro intento
a registrare un album di genere vario accostando sempre di più il deathmetal alla matrice
metalcore con chitarre che hanno anche un’influenza che deriva dal thrash.
Non a caso nelle loro influenze sono citati gruppi come Influences include the mighty At The Gates,
All Shall Perish, Lamb Of God, Heaven Shall Burn, Behemoth, In-Quest, Meshuggah,
Nevermore ed Aborted. Dal punto di vista dei testi incentrano le loro liriche sulla libertà
di pensiero criticando la società moderna portandone alla luce i suoi eccessi.
NAILED TO THE OCEANS (Torino deathcore)
http://www.myspace.com/nailedtotheocean
Il progetto Nailed To The Ocean si forma nel luglio 2008 con l'attuale line up.
I 5 componenti decidono di improntare il sound su tutta la scuola di stampo death metal-hardcore.
Dopo mesi di sessioni in sala, dopo aver scritto e arrangiato del materiale,
iniziano la loro attività live il 14 marzo 2009.
Attualmente sono alla ricerca di un etichetta o casa discografica che sia interessata ad una co-produzione.

Nell’arco delle sue estati il grande tenore Luciano Pavarotti aveva
l’abitudine di chiamare a raccolta nella sua Modena un gruppo di icone della
musica pop contemporanea, dando vita a duetti che sono rimasti scolpiti
nell’immaginario popolare. Con le dovute proporzioni di stazza, il tenore delle
vibranti notti di bassi e batteria, voce dei Ln Ripley e dei Rollers Inc., Mc
Victor aka Mc Kwality, conia la Kwality & Friends Night. Sabato 5 settembre
allo United club un esercito di amici, che hanno negli anni condiviso le consolle
qualitative con il loro Mc si ritrovano per dare vita a delle battaglie
incrociate, rigorosamente con la formula del back2back. I kwality friends
apriranno il sipario sulla nuova stagione dell’underground sabaudo a una settimana
dall’apertura di China Surprise e di The Dreamers, le due settimanali
cerimonie condotte da Victor. Gli spartiti suonati dagli amici di qualità saranno
prevalentemente di cassa dritta, vecchio amore dei primi sudori di Kwalità,
concedendo qualche pagina al Dub. Victor sfida Step, suo collega e amico
dai tempi di The Plug; la potente battaglia Sickboy aka Rich Vs Claude aka
Zlebag, scalderà i motori a un mese dall’opening di Savana, riportando il pensiero
alle prime albe delle feste Underscore7. Sfida spaziale quella che oppone
il terzo terzo dei minimal techno kids, MarcoLeeno al maghetto Cipi, esperto
in ipnosi elettronica. Più concettuale la ricerca a quattro mani condotta
dal dottor Papero e dal saggio Titta. L’unico triangolo della nottata è una
sfida in casa XYZ : Breezo e la sua stoffa incontreranno la freschezza di
Nig e RedRob. Emi aka Manzo e Andrea 30 misureranno la temperatura di
casa Crop. Infine PostalM@rket e Shiso daranno sfogo alla quotidiana frustrazione
dei capricci di Kwalità.
McVictor is very proud to invite you @
Kwality & Friends, some quality friends for a quality nigh.

http://www.myspace.com/cobraskulls
Scoppiettante trio punk – r'n'r dall'arido Nevada, in attività dal 2005; album d'esordio nel 2008
dopo che il loro primo ep attirò l'attenzione della Red Scare Industries.
Un classico mix americano di Ramones e Cramps, danno il loro meglio dal vivo.
Per la prima volta in Europa dopo aver girato con Against Me! e Mad Caddies.
ANGRY SEPTEMBER (Punk rock dai dintorni di Torino)
http://www.myspace.com/angryseptember
La band nasce nella provincia di Torino nei primi mesi del 2005.
inizialmente la formazione vedeva Ameray (voce e basso), Rocks (chitarra e cori)
e Karl (batteria). Nel primo anno suonano 20 concerti e autoproducono la loro prima demo
dal titolo "From the Angry Autumn".
A seguirla sarà un EP / demo registrato a fine 2006 contenente tre pezzi i quali saranno poi
anche presenti su "Angry September Versus the Abominable Oculo-Boy", cd con 10 pezzi
che uscirà nel 2007. Nel luglio 2008 Rocks, in seguito a una decisione comune, abbandona la band
per lasciare spazio a M. La nuova formazione vede Ameray alla chitarra e voce, M. al bass e cori
e Karl alla batteria e cori. Nel settembre 2008 esce "Country Prom", promo di 3 pezzi tra cui
"Day of the That" di cui è presente un videoclip su youtube. Dopo l'estate la band va a suonare
alcuni conerti in belgio e olanda poco dopo il suo ritorno inizia il lavoro per
'More Stereotapes, Less Steretypes", ep di 6 pezzi uscito nel febbraio 2009.

http://www.myspace.com/carbonaabusers
http://www.myspace.com/appetibile
ENTRATA GRATUITA
Siamo i Carbona Abusers, sei ragazzi (ma almeno uno è un pupazzo) che andavano al liceo insieme e che hanno deciso di formare una band. Amiamo definire il nostro genere bubblegum'n'roll, e in definitiva attingiamo a piene mani dalla tradizione beat e rock'n'roll, italiana e straniera. Abbiamo autoprodotto un EP nel 2004 e iniziato a registrare un album nell'estate 2008. Esistiamo da sei anni e abbiamo sperimentato tutto quello che un gruppo "emergente" deve sperimentare, nel bene e nel male. I nostri testi sono rigorosamente in italiano, perchè vogliamo che le persone ci capiscano. Ad oggi ci vogliamo bene, e amiamo masticare ritmi con le nostre gomme.
I Cibo nascono nella primavera del 2004 dall'unione tra una band hard core melodico (formata da Marco, Fede e Matteo) e la voce gridata di Giorgio il cui risultato è, almeno nei primi due anni di attività, un sound che mescola il grind e l'hard core ad una sana attitudine demenziale. Le prime canzoni e i primi concerti spingono il gruppo a registrare, già nell'ottobre del 2004, il loro primo lavoro. Appetibile viene poi pubblicato all'inizio dell'anno successivo tramite la rete do it yourself e quindi grazie al solido aiuto di molte etichette torinesi e italiane. Nel dicembre del 2005, dopo una serie di concerti, Luca (chitarrista) lascia i Cibo che decidono unanimemente di restare in 4, e già nel febbraio del 2006 registrano il loro secondo lavoro: “ignorante”, remixato poi nell'ottobre 2006 da Tino Paratore e pubblicato ancora con metodo D.I.Y. nel febbraio 2007. Nel corso del 2007 i Cibo incominciano ad avere influssi sempre più melodici sul cantato e a indirizzarsi verso un genere sempre meno definibile come hard-core grind. Infine nell'ottobre 2007 registrano e mixano da Tino Paratore i due pezzi presenti sullo split 7”e CD con gli Airlines Of Terror uscito a marzo 2008.

Cena a sostegno della nuova associazione 'Blood for Unity'
Primo + secondo + contorno 10 € (bere escluso)
Info e prenotazioni Daniele 3470701889
Blood For Unity è una nuova associazione che si sta formando in questi mesi
e che verrà presentata al più presto.
Per il momento sta organizzando cene di autofinanziamento per i progetti che realizzerà
in un futuro prossimo. Ad ottobre sarà inaugurata una webzine
dedicata al mondo della musica e delle “sottoculture” giovanili.
L’associazione è formata da diversi elementi della “scena” punk hardcore, oi! Torinese
e ha come intento quello di dare un punto di aggregazione e riferimento ai giovani.

http://www.myspace.com/endoveinband
http://www.myspace.com/theritualthrash
http://www.myspace.com/thetruebrainless
http://www.myspace.com/planarevil
Gli Endovein sono un gruppo che deve avere la Delorean al posto del tourbus. Sembrano arrivare direttamente dagli eighties con tutto, ma proprio tutto il bagaglio dell'epoca, compresi gli abiti di scena ovviamente…Battute a parte il disco è una goduria, fatto bene, prodotto meglio e suonato thrash. Detto questo la recensione sarebbe già sufficiente. Non capisco che senso abbia infatti continuare ad analizzare i quattro pezzi del demo. A che serve continuare a scrivere quando in due righe ho detto tutto? Ma un paio di cose, giusto per indirizzare meglio le voglio dire. I pezzi sono granitici Lynched By Fate parte senza intro, e finisce senza outro. Thrash appunto, senza fronzoli, ma melodico al punto giusto senza diventare stucchevole. Enemy of the Brain è un pezzo altrettanto potente i ragazzi sono forti e l'assolo è spettacolare, la parte ritmica è perfetta e grezza e la voce acida. Kickinthebutt è veramente un calcio nel culo. Ha un attacco velocissimo e continui cambi di tempo con una egregia prestazione della sezione ritmica. La traccia conclusiva la ritengo un po' sottotono rispetto alle altre, ma ha comunque un suo valore, se non altro si conclude con una spettacolare ghost track che vale tutto il disco: realtà rubate dallo studio montate con maestria, non per orecchie caste in realtà. La cover anch'essa fa molto anni ottanta, se messa in un espositore tra vecchi gioielli del thrash secondo me difficilmente verrebbe notata. In conclusione il thrash degli Endovein ha un buon sapore di Bay Area ma con un retrogusto più tecnico e, come dicevo prima, anche più melodico. Non ci vedo male un accostamento ai Megadeth se non altro per la copertina che me li ricorda tremendamente, ma anche per la voce. Gli Endovein hanno anni interi di concerti schedulati in giro per l'Italia, in attesa del full lenght, consiglio vivamente di vedere un loro spettacolo ma attenzione a non esagerare con la birra, se sbagliate macchina ed entrate nella loro potreste vedervi catapultati ai bei tempi in cui Mustaine insultava ancora i Metallica!
(da http://www.metalwave.it)
I PLANAR EVIL nascono nel Gennaio del 2000 a Montenero di Bisaccia (Campobasso), nel Molise. Iniziano il loro percorso, come molte altre band metal, da un'amicizia, certe attitudini di vita e la passione per un certo stile di musica; MARK EVIL (basso-voce), ROB (batteria) e MAURIZIO (chitarra), già provenienti da altre esperienze iniziano a suonare insieme nella “grotta” dentro casa. Il gruppo è stato nominato miglior Thrash metal band nei Nero Opaco Metal Awards 2003 (www.neroopaco.it) e ha partecipato alla “ Italian Metaland Compilation ” della Sky Pro Media con il brano “In front of the storm”. Attualmente i Planar Evil stanno promuovendo il loro cd con date live e lavorando a nuovi pezzi per incidere a breve un altro demo cd. LINE-UP attuale: MARK EVIL (voce-chitarra), WARHEAD (chitarra solista), BANE (basso), ROB (batteria).
“ The Ritual ” è il primo demo, omonimo, di un giovanissimo gruppo piemontese che ha scelto
il thrash metal per conquistare il pubblico, sfruttando l'originalità di una riuscitissima alternanza
tra la lingua italiana e quella inglese.
La copia promozionale in nostro possesso è caratterizzata da una copertina scura su cui spicca
una strana e misteriosa faccia, insieme al suo ribaltamento riflesso, come per evidenziare
una tematica cara alla band, particolarmente legata all'idea di “specchio”, concetto
che ritroveremo durante l'analisi dei brani; anche il nome del gruppo compare due volte,
ma quello riflesso è stampato con un contrasto di colori particolare, in modo da risultare quasi invisibile,
dando luogo ad un effetto che ricorda molto il “ Black Album ” dei Metallica .

http://www.sexslavesnyc.com/
http://www.myspace.com/sexslaves
http://www.myspace.com/wildwetgang
“The Sex Slaves sound like they've just stumbled out of a rat-infested,
garbage-strewn alleyway after an all-night binge on drugs, booze, cigarettes, and cheap sex.”
ERIC 13: Vocals & Guitar
DEL CHEETAH: Bass & Vocals
J-BOMB: Big Drums
Rumorosissima e ignorantissima rock n roll band di New York.
Recensione del loro ultimo disco “Wasted Angel” su www.roxxzone.com:
C'è gente che il rock'n'roll ce l'ha nel sangue: molti sono americani, i Sex Slaves appartengono a questa categoria. Giunti al secondo episodio sulla lunga distanza, questi tre ragazzi di New York riprendono la formuletta magica che aveva decretato il successo del debut album e la ripropongono a tutti quelli che, distrattamente, non si fossero accorti di loro. E la ricetta sonora funziona anche stavolta: rock'n'roll diretto come un pendolino, ritornelli a effetto che si stampano in testa al punto che per scacciarli occorre chiamare la “disinfestazione mentale”, tonnellate di riff semplici ma buoni e genuini come tutte le cose semplici (chi ha detto la torta fatta in casa?) e melodia a profusione, come sparata da un geiser. Se ai tempi di Bite Your Tongue la hit si intitolava “Thank God For Jack Daniels”, oggi si chiama “Sssssay What?” ma l'efficacia è la stessa... e il tasto “repeat” si infiamma! Non c'è una singola canzone che scarteresti da questo disco tanto è valido il songwriting. Sì, per una volta lasciatemelo scrivere: “It's only rock'n'roll but I like it!”. E chi se ne frega che cosa va di moda e che cosa no, quando si riescono a fare coesistere con successo old style rnr, modern rock, punk e hard rock all'interno di uno stesso album, o si è dei numeri uno oppure il recensore di turno ha bevuto. E chi scrive è del tutto sobrio e si esalta di fronte alla naturalezza con cui i Sex Slaves mischiano una base quasi dance ad un riff 80iano e ad un coro memorabile nell'arioso up-tempo “Beautiful Embrace”: se non è classe questa! Non ci si sa davvero cosa aspettare mentre scorre la track list, infatti l'imprevedibile trio delle meraviglie (Eric 13 voce e chitarra, Del Cheetah basso, J Bomb batteria) è capace di piazzare in rapida successione una ballatona strappamutande, “Live At Night”; un classico mid-tempo ricco di improvvise sfuriate dal sapore moderno, “House Of A Madman; un tormentone, “Cheap Imitation”, con testo da applausi (“Your New Boyfriend Is a Cheap Imitation Of Me/ And I Will Get You Back Eventually / Are You Really To Blind To See / He's Just A Cheap Imitation Of Me / His Band Sucks, You Can Do Better / At Least I Don't Cry In Movies); una power ballad acustica, “Just A Memory”; e un pezzo punkeggiante davvero elettrizzante, “Liquor Store Romance”, senza mai perdere un colpo o far calare l'attenzione di chi ascolta. E dopo questo assalto sonoro c'è spazio per altre tre canzoni, fra cui la Cult-oriented “Mexico”, altra perla, e la conclusiva “Nothing Like It”, che mostra come chiudere in bellezza un disco straordinario, piazzando all'ultimo posto della track list un brano da pura ovazione, uno dei migliori dell'intero album. Quando sento dischi come questo, rimpiango di aver eliminato la sezione “Must Read” dalla webzine! C'è ben poco da aggiungere: se amate Buckcherry, The Cult, The Wildhearts e Hardcore Superstar (quelli vecchi, quelli buoni), o anche se non li amate, fate un favore a voi stessi: procuratevi Wasted Angel e spaccatevi le orecchie!
WILD WET (Ita, glam rock'n'roll)
Recensione del loro ultimo disco “Carousel Of Nothing” su www.roxxzone.com:
Guardando la copertina si potrebbe pensare di trovarsi di fronte all'ennesima, sgangherata band italiana senza futuro, anche se dando un'occhiata alla foto del gruppo sembra quasi di vedere dei novelli Dirty Penny. La verità è che i Wild Wet sono sì italiani, ma con una mentalità piuttosto professionale ed un management e un'etichetta a stelle e strisce dietro le spalle: ecco perché non avevamo sentito parlare di loro prima d'ora. La scelta di promuovere questa band negli Stati Uniti ha forse portato il quintetto tricolore ad esibirsi più sui palchi americani che su quelli italici, tuttavia una copia di Carousel Of Nothing è finita nelle nostre mani e quello che abbiamo potuto ascoltare ci ha piacevolmente colpito. L'opener “Suicide City” apre le danze nel migliore dei modi evidenziando subito il buon gusto dei musicisti, una certa ricerca melodica ed una carica rock che rende giovane un genere probabilmente superato, ma a cui qualche band ogni tanto riesce a dare nuova linfa. “Mrs. Upsidedown” è un tempo medio, un rockaccio vecchio stile che ricorda un po' i Guns N' Roses degli esordi e gli Aerosmith dello stesso periodo; da segnalare la grande versatilità vocale del singer Daniel Crystal, a tratti sguaiato ma perfettamente calato nella parte del frontman tutto adrenalina e muscoli, ed il suo modo di cantare è forse ciò che contribuisce di più a mettere in luce la personalità del gruppo. “My Immunity” è sleaze allo stato puro, “One Last Kiss ”, invece, è una dolce ballata che comincia acustica ed esplode all'altezza del ritornello quando entrano in gioco le chitarre elettriche e gli altri strumenti; sentendo il ritornello viene da pensare ad alcune atmosfere dei Bang Tango del favoloso terzo disco Love After Death. “Lie Again”, con un piano in bella evidenza, riparte in quarta e l'ep riprende quota dopo l'intervallo romantico, per poi trovare la sua conclusione nel pezzo di punta, “Lust For Love”, che vi raccomandiamo di ascoltare sul MySpace ufficiale per farvi un'idea del valore di questa band. Nulla di nuovo sotto al sole, ma se amate questo tipo di rock and roll non lasciatevi sfuggire Carousel Of Nothing. E bravi Wild Wet, detta così fuori dai denti, il vostro rock spacca il culo!
Since their inception in NYC in 2003, the SEX SLAVES have spent more time on the road than most bands
do in their entire career. Their infectious songs and consistently kick-ass performances
have served them well, and their reputation for being the baddest, hardest working band
on the circuit is well deserved. According to one critic, “Those guys pack more ‘show’
into a small club than most bands pull off in a stadium! It’s truly a $10 ticket, $100 show.”
Some of the rumors are true- like the one about the 300-gig Bite Your Tongue tour
being funded entirely by willing female fans in exchange for a little quality time with the band.
“It was a win-win situation,” says Del Cheetah. “We got what we wanted, and they got to give it to us.
” But is it all work, no play for our boys from Gotham? Not according to Eric 13.
“I’ve never actually practiced… I just had to learn to open myself and let the music ooze out.”
The SEX SLAVES’ lust for life has been well documented as they travel the globe like 21st century pirates,
sailing under black flags and leaving a slew of stunned concertgoers and broken hearts in their wake.
“It’s all in the songs,” says J/Bomb. “If you want blood, come with us- straight to hell in the back
of the bus (quoting their new song Bloodlust). We try to commit all seven deadly sins every day,
just to stay on our toes.” But that doesn’t mean they’ve shirked their social responsibility.
“When you dig deep, underneath the bravado, past the smell of whiskey and illicit sex,
you just might find the most politically relevant band of the new millennium.” –J. Arthur
The band recently released Wasted Angel, the follow-up to 2005’s critically acclaimed
(and critically despised) Bite Your Tongue. With songs like Long Live the Dead, Sssssay What?,
I Live at Night, and Bloodlust leading the way, Wasted Angel is sure to turn a few heads,
incite a few riots, and change some lives for the better. Do whatever you have to do to see this band live.
It’s not just music- it’s a fucking balls-out rock ‘n roll movement.

http://www.myspace.com/upsilonacrux
E’ un rock strumentale complesso e muscolare quello degli Upsilon Acrux,
giocato su poderosi incastri di batteria e chitarre, linee frammentate, velocità e cambi di tempo.
Nati nel 1997, californiani e già al loro quinto disco, gli Upsilon Acrux possono vantare la collaborazione
con il produttore Jay Pellicci (Deerhoof) per un album che rientra in tutto e per tutto nei canoni dell’etichetta Cuneiform. Il loro è un neo-prog debitore da un lato al progressive classico e dall’altro,
forse in modo più rilevante, a fusion e free-jazz, paragonabile per certi versi ai King Crimson
post-Discipline, per altri alle sperimentazioni di Keith Tippet. Organizzazione della battuta
rigorosamente dispari con scansioni rese ancor più imperfette da ogni sincope possibile,
intrecci di linee strumentali assai arzigogolati, forte propensione al suono più metal del nuovo-prog.
Queste le coordinate degli statunitensi Upsilon Acrux.
Più ci si avvicina alla perfezione esecutiva (e certi brani sono davvero impressionanti per la precisione
del beat), più ci si accorge che qualcosa manca: forse proprio quel valicare ogni limite porta con sé
una perdita di capacità di evocazione ed ogni virtuosismo
limita la capacità di immaginazione dell'ascoltatore, attanagliato da tanta perizia.
Upsilon Acrux è una formazione interessante, costituita da un trio di base che collabora con ospiti aggiunti.
Propongono un tipo di musica complessa, progressiva e molto aggressiva, tanto da farli definire
come fautori di brutal-prog. In realtè abbiamo sentito cose molto piè brutali per quanto affini,
per esempio dai giapponesi Ruins, ben documentati su questo portale.
Ad ogni modo, Upsilon Acrux sviscerano brani intricati ed aggressivi che traggono ispirazione
dal lavoro di gruppi come King Crimson (uno degli album precedenti si intitolava niente meno che
"In The Acrux Of The Upsilon King) e Magma ma in cui si riscontrano anche tracce della filosofia
di alcuni grandi innovatori del jazz, tipo Omette Coleman o Albert Ayler.
Altri riferimenti, seppure meno espliciti, potrebbero essere Art Zoyd, Henry Cow, Univers Zero, Cassiber.
L'asse portante del gruppo, che ha piè volte cambiato formazione, ha capacitè tecniche di buon livello
ed un particolare affiatamento musicale; qualitè indispensabili per potersi esprimersi
in questo genere musicale senza combinar pasticci. In generale, i rimandi alle sonoritè
degli anni settanta sono evidenti, per quanto vi siano anche riferimenti industrial.
NEBULA
EUROPEAN TOUR CANCELLED:
a note to all of our fans, friends, and folks in Europe
dear Europe:
we are very sorry to have to cancel our Sept-Oct 2009 tour of Europe. The Sound Of Liberation booking agency and many awesome venues and bands have worked very hard to make this tour happen and we are very thankful to them for their efforts. Unfortunately we had a member leave the band during our US tour that we are on now, and a new member join the band just to finish the US tour.
These events have left us in a position of being unable to go to Europe in a dignified and professional manner, and we are currently working on arranging another European tour as soon as possible with our new line-up to bring you the BEST possible live show that we can! We are excited to return to Europe with our new line-up as soon as we are healthy, rested, and ready to do so.
We appreciate your understanding of this decision. This is a difficult decision for us to make and we are not happy about having to cancel the tour, of course we love to tour and play music every day, and this is very sad for us to do, but this is the reality that we are forced to deal with.
Again we apologize to any venues, promoters, bands, etc that have been inconvenienced by this situation. NEBULA has always been loyal and worked to play amazing music for our fans and friends and that is why we must postpone this tour until we are ready to bring a solid and mind-blowing live show to you.
-NEBULA-
eddie-tom-adam
http://www.myspace.com/thisishell
http://www.myspace.com/gravemaker
www.myspace.com/collisionofmyaxioms
Aggressivi, oscuri e pesanti.
Questi sono i primi aggettivi che saltano subito all’orecchio ascoltando i This Is Hell!
I cinque ragazzi di Long Island, New York, sono pronti ad infiammare il palco dello United Club
forti dei loro tre dischi (l’ultimo uscirà a metà agosto per la Truskill Records etichetta di fama
internazionale in merito di hardcore, metalcore e affini).
Una delle principali caratteristiche dei This Is Hell è la graniticità del songwriting,
un vero pugno in faccia per chi ascolta, investito da muri di chitarre devastanti e uno screaming
che gioca sempre la carta della melodia.
Inevitabili gli accostamenti di stile ai Comeback Kid ma anche ai Bane e soprattutto
all’orgoglio newyorkese dei Sick Of It All.
Chitarre, quindi, che sanno di vecchia scuola hardcore, ma i cinque ragazzi di Long Island
riescono a coniugare e hanno nelle loro “corde” anche elementi di modernità
che li hanno fatti conoscere al pubblico internazionale.
GRAVE MAKER (Canada hardcore su Think Fast Records)
http://www.thinkfastrecords.com
Giovane formazione proveniente da Vancouver, Canada.
Fautori un hardcore che mischia le sonorità hardcore della vecchi ascuola con chiari riferimenti
alla scena straight edge americana. Hanno suonato con band del calibro di Ruiner,
Shook Ones, Hatebreed, Death Before Dishonor e Set Your Goals.
Accompagnano I This Is hell in questo tour mondiale.
Opening by:
COLLISION OF MY AXIOMS (Torino metalcore su Il Complotto Autoproduzioni)
Progetto nato nel 2005 e impostosi subito nella scena punk harcore torinese forte di sonorità hardcore
influenzate da riff metal. I Collision Of My Axioms incarnano alla perfezione le nove sonorità
della scena hardcore mondiale, le trasformazioni che il genere ha dovuto affrontare in oltre 20 anni di vita.
Nella loro musica si sentono i Raised Fist, l’hardcore old school newyorkese (Sick of It All e Madball),
ma anche qualcosa di più “granitico” alla Terror. Durante l’estate del 2006 hanno inciso una demo
totalmente autoprodotta e supportata dalla licenza Creative Commons che li ha portati a condividere
il palco con i più importanti gruppi europei della scena hardcore come Sick Of It All, Born From Pain,
No Turning Back, Cataract, Ritual, Smackdown, All For Nothing, Linha De Frente…solo per citarne alcuni.
A maggio del 2009 hanno dato alle stampe un cd dal titolo “Veritas” (Il Complotto Autoproduzioni e
Spooks Records), un ep composto da 8 tracce di furioso hardcore con chitarre
che ricordano il groove dei Pantera, gli ultimi Walls Of Jericho e un sound complessivo smaccatamente newyorkese.


http://www.myspace.com/finebeforeyoucamerock
http://www.myspace.com/Crashofrhinosband
Fine Before You Came si formano a Milano agli inizi del 2000. Quello del loro primo album,
"Cultivation Of Ease" (Greenrecords, 2001), è un post-emo-screamo scalmanato, a richiamare Van Pelt
(tanto che il loro nome è tratto da un verso di una loro canzone) e la prima incarnazione di Guy Picciotto
(Rites Of Spring) tanto impostato dalla vitalità del frontman Jacopo, quanto dal robusto backing di chitarre
e sezione ritmica (in special modo la batteria di Filippo).
Il secondo disco, "It All Started In Malibù" (Greenrecords, 2003), lo split con i Mrs Fletcher,
e soprattutto l’intensa attività live (anche internazionale) divengono elementi decisivi
in grado di mettere in discussione il loro suono fin nelle fondamenta (post-)hardcore da cui è partito.
Attingono in uguale misura dalla spontaneità dell'hardcore e dalla raffinatezza del post-rock.
I Fine Before You Came pubblicano due dischi per la Greeenrecords e riescono a ritagliarsi uno spazio significativo all'interno della scena indipendente italiana, segnalandosi come una delle proposte meno standardizzate nel loro genere. Il nuovo album, omomimo, uscito per Blak Candy Records/I dischi dell'Amico Immaginario ha rappresentato una crescita importante non solo dal punto di vista sonoro.
Uscito da poco il loro ultimo lavoro, 'Sfortuna' completamente in italiano e scaricabile dal loro sito.
Recensione di “Sfortuna” presa da www.rockit.it:
Questo disco porta male. Lo dicono i Fine Before You Came stessi sul loro sito dove il disco
lo potete scaricare gratuitamente (ma poi anche avere come manufatto in cd grazie a La Tempesta,
in vinile grazie alla neonata Triste e, udite-udite, in cassetta grazie alla napoletana Ammagar). Una serie di sfighe e accadimenti non certo positivi sono capitati durante lavorazione e registrazioni: hard disk che si sfasciano misteriosamente, patenti ritirate, guasti meccanici alle auto inspiegabili e a ripetizione, animali domestici e membri della band che si sono ammalati, un mixer rottosi appena finito di fare il proprio lavoro, un furgone assediato dal malocchio e altre amenità. E quindi un titolo scaramantico e di sprezzo del pericolo imminente ci sta alla grande, conoscendo i personaggi. Un disco intenso e, stavolta va detto con cognizione di causa, sofferto. In tutti i sensi. Eh si, perché avete visto bene, Jacopo questa volta canta in italiano e lo fa più che bene. Tutto fila e la vena poetica dei testi è ispiratissima, e il sound è quello che ci hanno insegnato ad apprezzare da circa nove anni a questa parte. Un flusso evocativo ed elettrico di rock umorale, che se ora come ora non fosse ormai diventata una bestemmia, definiremmo emo. Quindi chitarre che stridono, in alternanza equilibrata ad arpeggi melodici quasi post rock, strutture ritmiche sostenute, ma anche rallentate, e mai banali o uguali a se stesse e la voce che si fa melodia e urlo, spasmo rabbioso o delicata sospensione. Un'avventura quella del quintetto di stanza a Milano tra precariato e la passione per suonare comunque e ovunque, nonostante le avversità. Un disco importante che è anche una svolta, non solo per loro che lo hanno prodotto, ma per noi tutti che della "sfortuna" ce ne freghiamo, sapendo che tutto dipende da noi stessi, dalle nostre forze e dalla nostra convinzione nel fare le cose. Il "do it yourself" sta tutto qua.
+ CRASH OF RHINOS (UK indie post punk)

http://www.myspace.com/thepiratelove
Da una segnalazione di MR BEAT MAN, una favolosa band che vi lascerà a bocca aperta.....
impossibile inquadrarli nello scontato e nel già sentito.....echi di NY anni 70, garage tagliente,
glam, punk e new wave.....insomma un incrocio tra Heartbrackers, Suicide, Devo e
Gravadigger V.....IMPRESSIONANTI!!!!!!
Bingo! Oslo, Norvegia. Mesi e mesi di noia stantìa, chiacchierate inutili con gente appagata da un'arte gustosa come una galletta di riso. Giorni in cui il giradischi mi osservava sornione e benevolo nel fargli suonare dischi vecchi di almeno vent' anni, giusto per tenermi in salute. Poi lo schianto. Una nenia infernale, qualcosa che stava montando, come se avessero stipato rabbia e messa sottovuoto. Il cuore iniziò a pompare. David Dajani, re degli scheletri suona ora la carica, vomitando migliaia di pipistrelli vocali nero pece, in un growl che possiede tutti i crismi dell' originale grido primordiale. Qualcosa che rimette al mondo. Poi il buio avvolge malevolo e sei spacciato, fottuto, catapultato nel mio mondo dei balocchi a tinte transilvaniche. Nei primi dieci secondi di In a dirty cellar ci si trova ospiti alla mensa di Bela Lugosi (piatto forte: scorpioni) prima che Dajani ruggisca nuovamente ritmando l'inferno di vox che ha ormai drogato l'aria. Puzza, fetore, desolazione, corpi squartati e vecchie copie di Tales from the crypt a suturare inutilmente le ferite mortali. Con Slumber blues la notte riavvolge e si fa crepuscolo, offrendo un ballo alle streghe più sexy e tossiche di tutta la vallata della morte. Poi ancora cimiteri, messe sacre per ghoul ( Death trip ) e gorgheggi satanici. Sono vivo. Grazie Pirati.
(da http://www.rocklab.i)
http://www.myspace.com/adambomb2012
Arriva l'incendia chitarre !!!
amico (e collaboratore) di molti grandi, da Izzy Stradlin dei Guns N' Roses
a John Paul Jones dei Led Zeppelin, da Cliff Williams degli Ac/Dc a Jimmy Crespo degli Aerosmith
FATEVENE UNA RAGGIONE (clicca, bestia!) |